Il Guardian: tanti statunitensi stanno sfondando in Serie A che ha poca visibilità sulla tv statunitense. Le donne avevano una presa diversa, anche commerciale

Gli Stati Uniti ospiteranno il prossimo Mondiale 2026. La nazionale Usa non è riuscita negli ultimi mesi a portare tanto i tifosi dalla loro parte, con risultati deludenti e un Paese che tende sempre più a sparpagliarsi per le varie etnie che lo abitano.
La nazionale Usa dovrà lavorare sul supporto dei tifosi in vista dei Mondiali 2026
Il Guardian scrive:
La squadra di calcio maschile degli Stati Uniti nel 2025 è una squadra facile da odiare. E con una Coppa del Mondo sul terreno di casa che si avvicina, questa è una croce pesante da sopportare. Le squadre attraggono tifo per diversi motivi, agli uomini degli Usa possiamo dar loro: lo status di perdente; nelle Coppe del Mondo del 1990 e 1994, un gruppo di ragazzi del college e giocatori semi-professionisti sfidarono i professionisti esperti. Hanno ribaltato l’equilibrio di potere nel 2002 battendo il Messico e ponendo fine alla striscia di imbattibilità di 35 partite della Spagna nella finale della Confederations Cup 2009. Ma ora, con una cosiddetta “Generazione d’oro” di talenti sparsi tra i club d’élite in Europa, hanno scambiato l’etichetta “perdente” per “fallito”, eliminati nella fase a gironi alla Copa América dello scorso anno e due sconfitte deludenti nell’ultima sosta. Il gioco brillante possiamo, almeno per ora, escluderlo.
Identità provinciale; a Washington si riuniscono molte persone provenienti da altre parti del mondo, che tifano per le loro squadre locali. Cosa succede a una squadra che rappresenta gli Stati Uniti se gli immigrati si sentono meno benvenuti nel Paese?
Nel calcio femminile, dal periodo di massimo splendore di Mia Hamm a quello di Megan Rapinoe, le giocatrici sono state una presenza costante negli spot televisivi. Il calcio maschile aveva la sua quota di stelle riconoscibili – Alexi Lalas aveva un pizzetto e una chitarra, Landon Donovan era sposato con una star televisiva. Oggi? La buona notizia è che un sacco di ragazzi americani stanno finalmente indossando magliette da calcio. La cattiva notizia? Sono tutte di Messi.
Non aiuta neanche che i calciatori più importanti giochino in Europa:
Trascorrere gran parte della loro carriera in Europa aumenta la distanza percepita tra giocatori e sostenitori, soprattutto perché molti dei giocatori stanno sfondando in Serie A, che ha poca visibilità sulla tv statunitense rispetto alla Premier League. Inoltre, tre anni fa, le squadre di calcio statunitensi hanno raggiunto uno storico accordo sulla parità salariale assicurandosi che sia gli uomini che le donne avrebbero avuto l ’80-90% del premio Fifa in denaro che uomini e donne accumulano ai prossimi Mondiali. E se la nazionale maschile e il marketing che gira intorno a loro vogliono che il Paese si riunisca per sostenerli l’anno prossimo in quello che dovrebbe essere un momento storico per lo sport in Nord America, dovranno fare qualcosa per connettersi con i loro tifosi.