Da Qualiano a Torre, passando per Sant’Antimo e Lago Patria: il tifoso del Napoli ridotto a umarell di cantieri invisibili. Feticisti di immobiliarismo sportivo

Il tour dei centri sportivi immaginari del Napoli: la Lonely Planet sta studiando una guida tematica
Avvolti dalla luce intensa del caldo Meridione e circondati da una storia millenaria, i centri sportivi del Napoli sorgono nell’immaginario collettivo come un bastione del futuro del nostro calcio e “volano” per l’economia locale. Ad un certo punto, quando tutto vi parrà fuffa, un uomo urlerà “indotto” e ci prostreremo nuovamente (“indotto” per l’economia del pallone funziona come le safe words per i sadomasochisti: è salvifico). Qualiano, Afragola, Lago Patria, Castel Volturno, Monterusciello, Bagnoli, Melito, Castellammare, Sant’Antimo, Torre Annunziata e Giugliano. Mancano giusto i due liocorni, a occhio. Puntellano la cartina campana, uniti dal filo dell’eterno progetto: 12 campi, le foresterie, palestre, infinity pool, cinema, lounge, ristoranti gourmet, “scugnizzerie”, sale massaggi, centri benessere, bagni turchi, pizzeriesorbillo, stalle e giardini pensili. Il Centro Sportivo del Napoli è tipo la Gaza di Trump, ormai.
Lonely Planet sta studiando una guida tematica a questi luoghi sorprendenti e ancora poco conosciuti, dove vivere – chissà, un domani – l’esperienza indimenticabile di assistere alle ripetute di Politano o ai torelli con Mazzocchi in mezzo. Luoghi per ora solo dell’anima. Scopri la Campania che non sapevi, seguendo un tracciato che unisce attività adrenaliniche, turismo lento, interesse per i borghi e ricerca dei sapori più autentici.
Era il 15 febbraio 2017 quando De Laurentiis dichiarava al Corriere dello Sport che “Ora il prossimo passo ci deve portare a costruire un centro sportivo per le giovanili, affinché i club del centro-nord non ci portino più via quindicenni di talento. Cerco quindici ettari su cui edificare otto campi scoperti, uno coperto, un piccolo stadietto per la Primavera, tre palestre, una piscina, una piccola scuola”.
Le ultime cronache raccontano di circa 25 ettari individuati tra Qualiano e Giugliano, per un investimento di circa 45 milioni di euro per la realizzazione di dieci campi da gioco, palestre, piscine, un centro benessere e un mini-stadio da 1.500 posti destinato alle partite della Primavera e della squadra femminile. Insomma sempre lo stesso schizzo, solo che adesso si chiamano rendering e te li fa ChatGpt in pochi minuti.
Nel frattempo il tour ha titillato decine di amministratori locali, sindaci arrapati, assessori in sollucchero, Pro Loco mobilitate. Tutti entusiasti a corteggiare De Laurentiis, a vendersi il proprio territorio come solo il Tg3 Campania nelle sue rubriche del sabato, quelle con l’immancabile bancone di prelibatezze della cucina locale. Un vortice geografico disegnato attorno ad un club che nel frattempo – in contumacia quasi – ha invece vinto investendo sulla squadra e gli allenatori. Persino Gasperini ha detto che in fondo il segreto per vincere è quello, mica l’immobiliarismo. Epperò non si può dire, bestemmia: cerchiamo casa, ancora, di più. Per sempre.
In alcuni dei Centri Sportivi che, avessimo creduto agli annunci, sarebbero già sorti da anni nel frattempo è arrivato il bradisismo, i terremoti, persino la logica. Le cavallette no, non ancora. Ma perché privarci del piacere tattile di un’illusione collettiva. Ognuno ha i suoi feticismi: mentre in fondo ci giochiamo uno scudetto (peraltro in uno stadio che è uno spin-off della stessa serie: dove lo facciamo il nuovo stadio?) i tifosi del Napoli sono diventati umarèll: un occhio al campo e un altro al cantiere invisibile. Il centro sportivo che non c’è, anzi è ovunque. Immagina, puoi.