L’ex ct della ginnastica ritmica a Fanpage: «È un metodo che giudico dai risultati e dalla longevità di alcune ginnaste che sono rimaste con me tantissimi anni»

Il mondo della ginnastica ritmica italiano è entrato in un buco nero dal quale ogni giorno vengono sputati fuori nuovi maltrattamenti, lotte di potere, menzogne e cattiverie. La Maccarani, ct artefice di centinaia di medaglie nella ginnastica ritmica, tra cui quattro olimpiche, è stata sollevata dall’incarico. Nel frattempo la stagione va avanti senza le ginnaste italiane. Le nuove allenatrici, vista la scarsa preparazione e l’addio delle veterane per solidarietà al licenziamento della Maccarani, hanno deciso di non far partire le atlete per i prossimi mondiali.
A firmare la sua mail di licenziamento il nuovo presidente della Federginnastica Andrea Facci, eletto il 1 marzo. Lo stesso che in un’intercettazione telefonica del 2022, appena resa pubblica, commentava, con l’allora presidente Gherardo Tecchi, in maniera sessista un’ex ginnasta ospite in tv. L’atleta parlava dei presunti maltrattamenti per cui Emanuela Maccarani è stata rinviata a giudizio, con l’imputazione coatta decisa dal Gip del Tribunale di Monza.
Fanpage ha intervistato la Maccarani, partiamo dall’intercettazione tra il nuovo e l’ex presidente di Federginnastica, eletto a inizio marzo.
«Avevo già visionato le carte, è un dialogo tra persone che fanno commenti anacronistici in questo periodo e in questa società. Quello che fa scalpore è una persona giovane, Facci, che ha impostato la sua campagna elettorale su un cambiamento radicale».
Perché l’ha definito pericoloso?
«Ho definito pericoloso il suo atteggiamento. C’è stata un’assoluta mancanza di comunicazione, una email senza preavviso. Questo sta nuocendo in maniera irreversibile al movimento e alle ragazze, decisioni presi nei modi e tempi completamente errati».
Era diventata troppo potente nel settore?
«Eh, probabilmente per queste persone, per questi uomini sì. Sono tutte persone, questi federali, non hanno mai avuto nessun tipo di rapporto professionale con me. Forse qualcuno ha pensato che avessi l’intenzione di candidarmi alla presidenza».
Lei ha sempre negato le accuse per cui è a processo a Monza.
«Al momento le dichiarazioni di alcune ginnaste non rappresentano una prova provata. Andremo a dibattimento per ricostruire i fatti. Io non pesavo le ginnaste e non ero presente quando venivano pesate, per cui queste frasi offensive non posso averle pronunciate».
Non ha pensato che i suoi metodi potessero essere troppo severi?
“Io non l’ho mai pensato, il mio è un metodo che riguarda l’allenamento di alto livello, lo giudico dai risultati e dalla longevità di alcune ginnaste che sono rimaste con me tantissimi anni. È un sistema sportivo adottato dal 90 per cento di tutti gli allenatori in Italia e nel mondo”.
Cosa ha provato quando è uscita per l’ultima volta dal centro di Desio, dove si allena la nazionale?
«Quando ho chiuso la porta mercoledì ricordo questo gesto che attenziono sempre la sera prima di partire per un grande evento, perché si conclude la preparazione di un’esperienza importante, come un Mondiale o un’Olimpiade. Mercoledì l’ho chiusa con un sorriso sul mio volto, con una sensazione diversa pensando che tutto questo era finito».