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Napoli deve essere orgogliosa del Napoli e del suo presidente che rischia in proprio

Sergio Sciarelli: Napoli ha un imprenditore che non chiede il supporto di finanza estera. Sta per tornare nell’Europa che conta, ed è ancora in lotta per lo scudetto

Napoli deve essere orgogliosa del Napoli e del suo presidente che rischia in proprio
Db Riyad (Arabia Saudita) 18/01/2024 - Supercoppa Italiana / Napoli-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

I tre motivi per cui Napoli deve essere orgogliosa del Napoli

L’ultima di campionato ha deciso che il discorso scudetto è riservato solo a due squadre e che, tra queste due, figura meritatamente il Napoli. Nonostante il solito finale al cardiopalma, lo spettacolo del primo tempo contro il Milan è da ricordare: un gioco perfetto fatto di passaggi automatici, vigoria fisica e abilità balistica, sono senz’altro i connotati di una grande squadra.

A questo punto l’esito di una sfida appassionante e che pochi si attendevano appare dipendente da due fattori: il rallentamento dell’Inter per recuperare i tre punti di distacco che rappresentano in effetti il passaggio obbligato per il sogno di uno spareggio finale e il raggiungimento di un ulteriore miglioramento ed equilibrio del Napoli per evitare passi falsi nelle ultime otto partite da giocare.

Oggi, la squadra sembra essersi assestata su un modulo di gioco e su una rosa di calciatori con caratteristiche diverse ma di indiscussa qualità. Ci sono sette campioni insostituibili (l’intera difesa da Meret a Olivera e i due registi Lobotka e Gilmour) e un gruppo di giocatori di grande valore che sembra rendere meglio per un solo tempo o frazione di gioco (Politano, Neres, Raspadori, Anguissa, Spinazzola, Billing, e, forse anche McTominay). Senza tenere conto di un altro gruppetto di giocatori resisi utili fino ad ora. Il Napoli ha dunque la possibilità di sfruttare al meglio le sostituzioni previste dal regolamento, non solo ma ha anche il vantaggio di sapere cambiare modulo in funzione dello svolgimento di ogni partita.

Lo scudetto, a mio avviso, dipende in definitiva non solo dal cammino dell’Inter ma dall’abilità del nostro grande allenatore nel combinare, con la rosa disponibile, sostituzioni e moduli di gioco.

C’è infine da considerare tre cose di cui essere orgogliosi: trovarsi, dopo un precedente campionato disastroso e avvilente, ad essere gli unici avversari di una squadra che punta a un tris di risultati di prestigio, disporre di un vero gruppo di atleti legati non solo ad una squadra ma anche a una città, e rimanere l’unica grande squadra italiana di nome e di fatto per lo staff tecnico, i giocatori (quattro su undici) e un imprenditore che rischia i suoi capitali e che non chiede il supporto di finanza estera.

Quest’ultima notazione dev’essere compresa e apprezzata da noi tifosi per seguire, comunque vadano le cose, con la passione di sempre una squadra che ha già ipotecato un futuro di nuovo internazionale.

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