Il Telegraph: “Tranne la breve eccezione di Ibra, da quando è andato via Ferguson chiunque arriva smette di segnare. Zirkzee e Hojlund, ma prima di loro Martial, Sanchez, Falcao, Ighalo, Weghorst e persino Cristiano Ronaldo”

Ormai è imbarazzante e nemmeno nuovissimo, ma al Telegraph andava di affondare un po’ il colpo: “il Manchester United è il cimitero degli attaccanti”, scrive Jim White. “Joshua Zirkzee e Rasmus Hojlund non sono i primi a scoprire che indossare una maglia del Manchester United funziona come un’alchimia inversa, privando in qualche modo un centravanti della capacità di mettere la palla in rete“.
“Il club che un tempo vantava Andrew Cole, Dwight Yorke, Ole Gunnar Solskjaer e Teddy Sheringham, tutti in competizione per stabilire record di punteggio individuali, negli ultimi 10 anni ha dimostrato di essere il posto che spoglia gli attaccanti in arrivo di tutta la loro potenza. Da quando Sir Alex Ferguson ha strappato Robin van Persie all’Arsenal nel 2012, ciò che attende un attaccante appena ingaggiato è frustrazione e siccità. Con la fin troppo breve eccezione di Zlatan Ibrahimovic, ogni singolo attaccante portato nel club ha visto la propria rilevanza diminuita”.
La lista è lunga: “Anthony Martial, Romelu Lukaku, Alexis Sanchez, Radamel Falcao, Odion Ighalo, Wout Weghorst: per loro l’Old Trafford si è trasformato in un cimitero di reputazione. Persino Edinson Cavani e la superstar di ritorno Cristiano Ronaldo, dopo brillanti inizi, sono presto sprofondati nel pantano collettivo”.
E infatti, conclude il Telegraph, ormai questa nomea è diventata un gran problema per Amorim, che “deve trovare qualcuno che segni. E in fretta. Il suo ex asset dello Sporting Viktor Gyokeres ha già indicato che se dovesse andarsene da Lisbona, sarebbe per un club che probabilmente vincerà qualcosa. E gli basta scorrere il libro dei record per vedere cosa succede agli attaccanti una volta che entrano a far parte del Manchester United”.