Il Messaggero: Ranieri non ha detto bugie. Pioli fu già contattato da Sabatini nel 2011, i tifosi storsero il naso per il suo passato alla Lazio.

La Roma sta iniziando a pensare a chi sostituirà Claudio Ranieri l’anno prossimo in panchina. Tra i nomi caldi c’è il sogno Gian Piero Gasperini, ma negli ultimi giorni ha iniziato a farsi largo l’idea di Stefano Pioli.
Gasperini resterà il sogno della Roma, prende piede l’idea Pioli
Il Messaggero scrive:
Paradossalmente chi pensava che Ranieri bluffasse su Gasperini, è ora tornato a credere (quasi) ciecamente nel tecnico di San Saba. Perché le condizioni dettate tramite intermediari alla Roma, profilano una rivoluzione che – tolto Dybala – sarebbe anche ben accetta dalla tifoseria ma che appare di difficile realizzazione. L’epurazione tecnica chiesta infatti dal tecnico di Grugliasco per accettare la panchina giallorossa, è suggestiva e vista dal lato del club anche invitante e remunerativa. Perché liberarsi di colpo degli 8 milioni di stipendio di Dybala, dei 4,5 più bonus di Pellegrini, dei 2,5 di Paredes, dei 3,5 di Dovbyk, dei 3 di Hummels e di Cristante, vorrebbe dire alleggerire di 24,5 milioni netti il monte-ingaggi che al lordo farebbero superare addirittura la fatidica quota 40 per investire sui 6-7 giovani talenti con stipendi modici che ha in mente Gasp. Attualmente il tecnico guadagna 3,5 milioni di base ma con la percentuale sulle plusvalenze lo scorso anno ne ha percepiti 9. Ma in molti ritengono che Gasperini, pur rimanendo un obiettivo di Ranieri, è un sogno che rimarrà tale.
Per Pioli non sarebbe la prima volta che i giallorossi tentano di ingaggiarlo:
Colui che, più di tutti, risponde all’identikit. Con quell’ “all’inizio non verrà apprezzato…”, si riferisce al suo passato nella Lazio, nel biennio 2014-2016, esonerato poi proprio dopo un derby perso per 1-4. Per Pioli, quell’esperienza romana è stata la prima vera a un certo livello, dopo l’occasione mancata di allenare la Roma nel 2011. Walter Sabatini, all’epoca ds plenipotenziario, fece sapere pubblicamente di averlo contattato per la panchina della Roma. In tanti avevano storto il naso, e alla fine fu così anche per Sabatini, che forse si era reso conto che quello non era il momento giusto per affrontare un’esperienza di quel genere: si scelse Luis Enrique. Pioli è un allenatore normalizzatore, non alza la voce ma si fa rispettare, usa l’educazione e nel tempo è diventato un allenatore giochista e pure vincente. Ranieri è un suo sponsor, Pioli lo considera un maestro, al pari di Trapattoni e Bagnoli. Al Milan è riuscito a cucire su una squadra normale una mentalità aperta, che è servita per la scalata verso lo scudetto e subito dopo una semifinale di Champions. La Roma è una piazza gradita e le sue condizioni sono meno stringenti di quelle di Gasperini.