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Sinner: «Stiamo lavorando in palestra per essere pronti al mio rientro. Le risposte arriveranno a Roma»

A Sky Sport: «Sto molto bene, sono riposato. Ho speso tanto tempo con la mia famiglia, con papa soprattutto, con i miei amici. Ho girato con i go-kart, tante uscite in biciletta»

Sinner: «Stiamo lavorando in palestra per essere pronti al mio rientro. Le risposte arriveranno a Roma»
Italy's Jannik Sinner attends a press conference after victory against Russia's Daniil Medvedev in the men's singles final match on day 15 of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 29, 2024. (Photo by WILLIAM WEST / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --

Jannik Sinner, numero uno del tennis, torna a parlare a un mese dalla fine della squalifica subita dopo il patteggiamento con la Wada (Agenzia internazionale anti doping, ndr) per il casto clostebol. Lo fa a Sky Sport. Sky Tg 24 ne ha proposto una breve anticipazione.

Sinner: «Sto molto bene, sono riposato»

Le parole di Sinner a Sky Sport 24:

«Sto molto bene, sono riposato. Sono contento. Onestamente ho fatto tanto cose diverse, ho speso tanto tempo con la mia famiglia, con papa soprattutto, con i miei amici. Ho girato con i go-kart, tante uscite in biciletta. Tante cose nuove, le persone che ho intorno tutti i giorni, sono loro e sono queste le cose che mi portano avanti. Stiamo lavorando in palestra per essere pronti al mio rientro ma manca abbastanza tempo. Le risposte arriveranno a Roma».

La squalifica non è poi così male: va al mare, si allena e gira per Montecarlo col monopattino elettrico

Come sta vivendo Jannik Sinner le sue settimane di squalifica dal tennis? Libero racconta le giornate trascorse del numero 1 al mondo, prima degli Internazionali di Roma.

Il quotidiano scrive nell’edizione odierna:

Una primavera così Jannik Sinner se la ricorderà per un pezzo. Lui, il numero 1 del mondo, se ne sta al mare mentre imperversano i tornei in tutto il mondo e la stagione sulla terra rossa è lì alle porte, con il torneo di Montecarlo che la aprirà a breve. Jannik si trova lì. A casa. Nel suo appartamento in Boulevard Princess Grace, dedicato all’indimenticabile Grace Kelly, e si allena su un campo privato lì vicino. Il suo mondo è tutto lì, fra le pasticcerie che frequenta al mattino quando, borsone in spalla e monopattino d’ordinanza, si nutre per recarsi agli allenamenti, prima in palestra e poi con la racchetta. Niente Dubai, niente Florida, niente Los Angeles e neppure Marbella per gli allenamenti. Meglio casa propria, Jannik sta cercando di non perdere la forma fisica che aveva poco prima di accettare i tre mesi di stop per la vicenda antidoping.

Sorridente, come sempre, tranquillo ma poco propenso a incontrare i giornalisti, Sinner ha trascorso qualche giorno a casa sua, a Sesto Pusteria, sciando. Ha detto addio al vecchio manager, Lawrence Frankopan, per affidare l’impero Sinner al fidato amico Alex Vittur. Poi ha diretto la Audi Rs6 Abt verso la Costa Azzurra per continuare gli allenamenti senza giocare. Roba non bellissima ma alla fine utile per un ragazzo che negli ultimi due anni ne ha vissuti dieci per stress, trionfi, felicità, rotture di scatole, inconvenienti vari (anca dolente, infortuni, Olimpiadi saltate) e ha combattuto contro un drago rosso che si chiama Wada.

Negli ultimi giorni ha parcheggiato il monopattino elettrico che alterna, per muoversi a Montecarlo, a una Vespa rossa vintage ed è salito su una moderna bicicletta per una scampagnata con gli amici del cuore, qui a Montecarlo: i piloti della Ferrari, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pierguidi, vincitori della 24 Ore di Le Mans, e il ciclista Giulio Ciccone. Come un carcerato preso a contare i giorni che “mancano all’alba”: Jannik sta aspettando il 13 aprile, giorno in cui potrà riprendere gli allenamenti in strutture sportive affiliate alla federazione palleggiando con colleghi in attività. 

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