Dopo le operazioni di Milano, si passa a Roma, scrive il Messaggero. Sotto inchiesta il “Gruppo Quadraro” erede dei Fedayn e spunta l’ombra dei Senese

Dopo le inchieste di Milano su Inter e Milan, un nuovo filone di indagini si apre anche sulle tifoserie di Roma. A scriverne oggi il Messaggero:
“Il tifo, lo stadio. La Roma, certo. Ma anche il sistema di spaccio che viaggia di curva in curva, da Nord a Sud, e replica modelli datati, definisce zone di potere, nuovi equilibri nati sulle ceneri di vecchi gruppi ultrà, nomi che ritornano perché finiti già in operazioni antidroga direttamente o indirettamente te. A dimostrazione di un dato certo: come fu per l’epoca di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ancora oggi nelle tifoserie si muovono interessi legati al traffico di stupefacenti. Prima e dopo le partite. Soprattutto durante le stesse”.
Al momento le indagini si concentrano sulla Curva Sud della Roma, sul Gruppo Quadraro, nato sulle ceneri degli storici Fedayn sciolti due anni fa dopo l’aggressione fuori allo stadio dei tifosi della Stella Rossa.
“La polizia ha indagato sei ultrà romanisti, fra cui un minorenne, con l’accusa di aver allestito e organizzato una piazza di spaccio nei bagni della Sud all’Olimpico durante le partite in casa della Roma…Meccanismo semplice e neanche troppo nascosto: la vendita e l’acquisto avveniva nei bagni della Curva Sud, gli indagati con ruoli diversi si occupavano del recupero della droga fuori dallo stadio, del suo ingresso e della successiva vendita. Fra i sei, oltre al nipote di Senese, ci sono personaggi con precedenti specifici alle spalle”.