La Juve fallisce l’allungo. Il protagonista della serata è stato Insigne. Croce della crisi partenopea, il capitano è stato autentica delizia
Su Libero la vittoria del Napoli sulla Juventus di Maurizio Sarri, ieri al San Paolo.
Il Comandante non sarà mai uno qualunque per i napoletani, scrive il quotidiano, lo dimostrano i fischi, i cori e gli striscioni.
“I fischi, i cori, gli striscioni, un veleno sversato nei confronti del tecnico della Juve, diventato grande proprio “combattendo”, calcisticamente s’intende, la Juve e ciò che rappresenta, sono il risvolto di un rapporto di assoluta devozione. Una devozione seconda solo a quella riservata al Diez, Diego Armando Maradona”.
Sarri, come Higuain, era un figlio di Napoli, “che però non sarà mai prodigo”.
Ieri il Napoli è stato “attento in difesa e paradossalmente “sarriano” in attacco”.
“Il Napoli, insomma, è gattusiano ma sembra sarriano. Del resto, pochi allenatori, quantomeno come attitudine, come presenza e come stile, somigliano a Sarri come Ringhio. Anche nella ripresa la gara resta tattica, e a cambiarle volto ci provano proprio i due allenatori con delle giocate di scacchi”.
La difesa azzurra non ha vacillato di fronte ai tentativi “confusionari e affidati alle giocate individuali” dellaJuventus.
“L’impianto difensivo del Napoli non vacilla e l’abnegazione in copertura anche di uomini d’attacco come Insigne e Callejon è un assoluto elemento di novità dell’era Gattuso”.
L’uomo della serata è Insigne.
“Lui che, nella crisi partenopea, è stato croce e ora, per uscirne, è autentica delizia”.
Il Napoli torna a vincere.
“La Juve fallisce l’allungo. Per Sarri, insomma, il ritorno a Napoli è indigesto”.