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Maignan, il sindaco di Udine: «Proporrò la cittadinanza onoraria per lui, Udine non è razzista»

Su Instagram: «Questi valori non possono essere umiliati da persone accecate dal razzismo con gesti che condanniamo fermamente»

Maignan, il sindaco di Udine: «Proporrò la cittadinanza onoraria per lui, Udine non è razzista»
Milano 13/01/2022 - Coppa Italia / Milan-Genoa / foto Image Sport nella foto: Mike Maignan

De Toni, sindaco di Udine, ha pubblicato un video su Instagram, dove si è espresso in merito agli episodi di razzismo da parte dei tifosi dell’Udinese, di cui è stato vittima Maignan.

Le parole riportate dall’Ansa.

«Udine non è razzista e ha una lunga storia di accoglienza. Per questo ho invitato personalmente Maignan a Udine per realizzare insieme iniziative concrete dedicate ai più giovani, con il supporto di Fondazione Milan. Proporrò al Consiglio comunale di conferirgli in quell’occasione anche la cittadinanza onoraria».

«Sono rimasto profondamente ferito per quello che è accaduto ieri e proprio per questo voglio esprimere la solidarietà di Udine, dei friulani e dei tifosi dell’Udinese che non si sentono rappresentati da quello che è accaduto ieri. I nostri valori non possono essere umiliati da poche persone accecate dal razzismo. Udine ha una lunga storia di accoglienza, solidarietà, rispetto reciproco, che non può venire messa in dubbio da un singolo gesto folle. Voglio che Maignan torni a Udine per portare con la sua esperienza personale un messaggio fortissimo alle nuove generazioni: il futuro delle nostre comunità passa per l’inclusione, il rispetto, la condivisione»

«Il mondo del calcio è in prima linea per la lotta al razzismo. Il pubblico friulano si è sempre distinto per correttezza. La stessa Udinese Calcio si è sempre dimostrata multiculturale e inclusiva. Il Friuli è un simbolo di solidarietà e attenzione al prossimo. Tutti insieme lo dimostreremo ancora una volta»

Maignan: «Tutti complici. Gli autori dei questi atti, gli spettatori, l’Udinese, le autorità e la Procura»

Maignan ha scritto una dichiarazione su Instagram sull’episodio di razzismo subito:

Non è stato il giocatore ad essere stato aggredito. E’ l’uomo. E’ il padre della famiglia. Questa non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui è successo. Abbiamo fatto comunicati stampa, campagne pubblicitarie, protocolli e non è cambiato nulla.

Oggi un intero sistema deve assumersi le proprie responsabilità:
– Gli autori di questi atti, perché è facile agire in gruppo, nell’anonimato.
– Gli spettatori che erano in tribuna, che hanno visto tutto, che hanno sentito tutto ma che hanno scelto di tacere, sei complice.
– Il club dell’Udinese, che ha parlato solo di interruzione della partita, come se nulla fosse, è complice.
– Le autorità e la Procura, con tutto quello che sta succedendo, se non fai nulla, SARANNO COMPLICI ANCHE LORO.

’ho già detto e se è il caso di ripeterlo: non sono una VITTIMA. E voglio dire grazie al mio club AC Milan, ai miei compagni, all’arbitro, ai giocatori dell’Udinese e a tutti quelli che mi hanno mandato messaggi, che mi hanno chiamato, che mi hanno sostenuto in privato e in pubblico. Non posso rispondere a tutti ma ti vedo e siamo INSIEME.

È una lotta difficile, che richiederà tempo e coraggio. Ma è una battaglia che vinceremo“.

 

 

 

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