Alla Gazzetta: «Probabilmente il progetto del Napoli è andato più veloce di quello che Conte e la società immaginavano. Per lo scudetto non è una corsa a due… guai a sottovalutare l’Atalanta».
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L’ex ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli ha parlato alla Gazzetta dello Sport di Napoli e Inter, che sabato si sfideranno alle 18 per uno scontro diretto ai vertici della classifica di Serie A. Prandelli non sottovaluta però l’Atalanta, anch’essa in piena corsa al titolo.
Prandelli: «Conte ha ragione, ai piani alti la pressione può diventare il nemico peggiore»
L’Inter degli ultimi tempi è sembrata appesantita fisicamente. È la stagione che logora o c’è una componente legata alla preparazione?
«Io penso che Inzaghi e il suo staff abbiano approfittato delle due settimane libere tra Juve e Genoa per un richiamo di preparazione, scelta perfettamente comprensibile. Magari paghi un po’ all’inizio, nelle prime due-tre settimane immediatamente successive la squadra è ancora imballata, diciamo così, ma poi la condizione crescerà e l’Inter potrà essere brillante quando gli impegni, e gli obiettivi, si accavalleranno».
Sabato l’Inter andrà al Maradona da capolista, fresca di sorpasso, e con i suoi big riposati. C’è aria di spallata scudetto?
«La sconfitta del Napoli a Como e il fatto di potersi presentare al Maradona da primi in classifica hanno dato una grande spinta all’Inter. C’è poco da discutere, la situazione che si è venuta a creare è un vantaggio che i nerazzurri devono sfruttare. Anche se Inzaghi e i suoi sanno benissimo che il campionato non finisce sabato. E con questo non mi riferisco soltanto alle giornate che rimarranno da giocare, ma anche e soprattutto al fatto che questa non è una corsa a due… Anche l’Atalanta ha le carte in regola per vincere. Perché ha un allenatore come Gasperini, che in otto anni ha sviluppato una filosofia e una cultura del lavoro importante, perché un anno fa ha vinto l’Europa League e per come lo ha fatto, perché i giocatori hanno la convinzione giusta. Guai a sottovalutarla».
L’Inter col Napoli avrà un Calhanoglu ricaricato, tra minutaggio ben gestito e il gol che ha chiuso la pratica Lazio: è lui l’uomo in più?
«Ho sempre detto che Calha è l’unico vero indispensabile per l’Inter: regala l’imprevedibilità che serve. E Inzaghi adesso può sorridere perché potrà contare su un giocatore in fiducia. È come se ieri Calha avesse scaldato i motori per il Napoli, in tutti i sensi: quel rigore sbagliato all’andata è un conto aperto…».
Dall’altra parte, invece, si è fermato un altro pilastro: dopo Neres è ko anche Anguissa. Quanto peserà la sua assenza sabato?
«Senza Anguissa il Napoli perde parecchio: fisicità, inserimenti, leadership. La storia però insegna che un gruppo forte riesce a pescare risorse speciali proprio nei momenti più delicati. Più che sui singoli, allora, mi concentrerei sulla testa: nel Napoli tutto adesso dipende dalla reazione della squadra a livello nervoso. Quando Conte dice che in cima il vento è forte ha ragione: ai piani alti la pressione può diventare il nemico peggiore. Probabilmente il progetto del Napoli è andato più veloce di quello che Conte e la società immaginavano in estate».