A La Stampa: «Qualche tempo fa mi aveva contattato la Federcalcio ceca, mi aspettavo la convocazione. Louis si è confidato con me e confrontato col padre».
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L’ex moglie di Gigi Buffon, Alena Seredova, ha parlato in un’intervista a La Stampa della scelta del figlio Louis di giocare per la Repubblica Ceca.
Seredova: «Il cognome nel calcio non perdona, mio figlio Louis dovrà impegnarsi il doppio»
Quando ha saputo della convocazione come ha reagito?
«Felice per lui che gioca a calcio da quando era bambino. Me l’aspettavo anche, perché qualche tempo fa mi avevano contattato direttamente i vertici della Federcalcio ceca. I tecnici stanno monitorando una serie di prospetti che hanno doppia cittadinanza. Per evitare false illusioni ho preferito tacere».
E’ stata una scelta condivisa dalla famiglia?
«Louis si è confidato con me e confrontato con suo padre. Io l’ho lasciato libero di scegliere, anche se speravo accettasse».
Buffon è un cognome importante per chi gioca a calcio, non ha mai pensato potesse essere pesante per suo figlio?
«Lo sa da sempre come anche suo fratello David, che aveva avuto una vita non semplice. Dovrà sempre dimostrare più degli altri che merita quello che gli capita. Glielo dico da tempo che sarà valutato in modo diverso dai coetanei, che dovrà impegnarsi il doppio. Il cognome nel calcio non perdona. Essere chiamato raccomandato sui social è sgradevole, un accanimento stupido su un ragazzo molto giovane. Gli ho consigliato di non dar peso alle cattiverie».
L’ex moglie di Buffon: «Gigi ed io stiamo bene, ma ognuno a casa sua»
Alena Seredova ha ammesso di volere ancora molto bene a “Gigione”, così lo chiama nel podcast della Leotta, e spiega: «Io ho continuato a vedere le sue partite dopo la separazione, perché io sono una sua tifosa, tifo Gigione come atleta».
Meglio però essere separati:
«Gigi ed io stiamo bene, ma ognuno a casa sua! Io penso semplicemente che sia importante stare bene. Ognuno nel proprio ambiente. Gigi sta bene, ha la sua famiglia. Io sto bene, ho la mia famiglia. Penso che questo per i nostri figli sia molto più sano che trascorrere un Natale tutti insieme in cui ci si chiede per maniera “Come stai?. Sono contenta di vederti, cosa ci regaliamo quest’anno?”»