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Lucca: «Il rigore scippato a Thauvin? Una questione che è stata ingigantita»

Alla Gazzetta: «Contro la Germania non avrei tolto il rigore a Raspadori. Futuro? All’estero si segna di più, invece la Serie A è difficile ma è una sfida che mi dà adrenalina».

Lucca: «Il rigore scippato a Thauvin? Una questione che è stata ingigantita»
Napoli 09/02/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Udinese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Lorenzo Lucca-Nunes Jesus Juan Guilherme

Lorenzo Lucca ha debuttato pochi giorni fa nella Nazionale italiana maggiore contro la Germania. L’attaccante dell’Udinese racconta il suo momento positivo in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

Lucca: «Il rigore scippato a Thauvin? Una questione che è stata ingigantita»

Come è tornato dalla Nazionale?

«Contento perché il ct mi ha dato spazio. E ho ritrovato tanti compagni dell’Under 21. Ma torno esattamente come sono andato, deciso a proseguire il percorso con l’Udinese: mancano nove partite, bisogna dare tutto».

Infortunato Retegui, l’Italia ha scoperto Kean e lei, due italiani che non giocano nelle super potenze:

«Io e Moise siamo stati insieme al Torino da piccoli. È un grande amico. Ci conosciamo da quando eravamo bambini ed è stato bello ritrovarsi e ricordare cosa facevamo in spogliatoio. Siamo sempre rimasti in contatto. È fortissimo, mon gli invidio nulla».

All’andata contro l’Inter fini 2-3 e lei segnò un gol bellissimo:

«Un gol bello, sì. Ma non ci diede punti, eppure giocammo bene, domenica ci teniamo tanto. Dopo la sosta arriveremo carichi, abbiamo dimostrato che nelle partite importanti diamo qualcosa in più, contro le piccole meno. Dobbiamo sfruttare tutte le occasioni, le big ne hanno molte di più».

Dopo l’episodio di Lecce, suo ultimo gol, in cui ha scippato il rigore a Thauvin, ha offerto la cena alla squadra?

«Sì, li ho portati tutti a cena. Siamo andati a 20 minuti da Udine. Ho pagato, ma non c’è più bisogno di parlarne. È stata ingigantita».

Ci racconta, invece, Solet, questo campione che da gennaio ha sistemato la difesa?

«Forte, ma con me fa fatica… Ha tanta tecnica e molta stima di se stesso. In questo lavoro la mentalità fa il 90%».

Ammettiamo che lei a giugno lasci Udine. Sarebbe tentato di rifare un’esperienza all’estero, visto che l’ha già fatta all’Ajax, o vuole restare in A?

«Non fa differenza. Sono cresciuto a livello fisico, tecnico e mentale. All’estero vedo più gol, la Serie A è difficile ma è una sfida che mi dà adrenalina. Sono padrone del mio destino».

Domenica le è saltato in mente di togliere il rigore a Raspadori?

«In realtà no. Gli ho solo chiesto se lo batteva lui e mi ha detto di sì. È da anni in Nazionale».

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