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Briatore: «Il caso Horner? Ormai se vai in ascensore con una donna, devi fare attenzione»

A La Stampa: «Domenicali ha fatto un lavoro incredibile in F1. A i miei tempi in America si correva nei parcheggi degli hotel e non fregava nulla a nessuno»

Briatore: «Il caso Horner? Ormai se vai in ascensore con una donna, devi fare attenzione»
Azerbaijan Grand Prix, Baku 22 - 25 June 2017 24.06.2017 - Flavio Briatore (ITA) PUBLICATIONxNOTxINxUK Azerbaijan Grand Prix Baku 22 25 June 2017 24 06 2017 Flavio Briatore ITA PUBLICATIONxNOTxINxUK

Flavio Briatore fra una settimana compie 75 anni, gli stessi anni della F1. Undici mesi fa è rientrato nel paddock in grande stile, come capo dell’Alpine. La Stampa lo ha intervistato.

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Briatore: «Domenicali ha fatto un lavoro incredibile in F1»

Briatore, chi gliel’ha fatto fare?
«Questa è la Benetton, la Renault. Lo stabilimento di Enstone, in Inghilterra, l’ho costruito io. Quando ho visto l’Alpine in questa situazione ho parlato con Luca (De Meo, l’ad di Renault, ndr) e gli ho detto: sono molto incasinato, ma un po’ di tempo se vuoi lo trovo. Poi ho venduto gran parte del food&beverage, per cui diciamo che mi sono alleggerito».

Più facile avere successo in F1 o nella ristorazione?
«Dipende dalla gestione delle persone, non importa quello che fai. Non è necessario essere un appassionato di cucina per avere un ristorante di successo, bisogna avere dei metodi come li avevamo in Renault e come penso inizieremo ad avere il prossimo anno».

Le piace la F1 made in Usa?
«Anche lì è questione di uomini. Stefano (Domenicali, ndr) ha fatto un lavoro incredibile, ha creato uno spettacolo che non si era mai visto. A i miei tempi si andava in America a correre nei parcheggi degli hotel e non fregava nulla a nessuno, ora il seguito è pazzesco».

Negli anni c’è qualcuno che le ha ricordato Schumacher?
«Verstappen. Fa cose straordinarie. E Hamilton: gli altri sono campioni, forse lui è l’unica vera star come lo era Senna. Ayrton lo ricordiamo tutti: gran comunicatore, bel ragazzo, parlava cinque lingue».

Lei ha inventato il ruolo di team principal: c’è un erede di Briatore nel paddock?
«Direi Toto (Wolff, ndr), con il quale ho un super rapporto. Anche Horner ha fatto bene».

Ha resistito alla bufera dello scandalo sessuale.
«La F1 è anche molto mediatica, ormai se vai in ascensore con una donna devi fare attenzione. In tema di abusi si è passati da un estremo all’altro».

Vuole dire che si stava meglio prima?
«No ma ci vorrebbe qualcosa di fair, di giusto».

Un consiglio a un giovane che voglia fare strada?
«Di essere diverso dagli altri. Sei hai talento, non servono sponsor: basta il passaparola. Di Schumacher si diceva un gran bene e andai a prenderlo».

Facendo infuriare il povero Eddie Jordan.
«Sbagliò a incazzarsi, aveva torto… A parte gli scherzi, la sua morte è stata un duro colpo: Eddie è uno dei grandi personaggi nella storia della F1».

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